Premio per il peggior guazzabuglio parafilosofico del mese

Per controbilanciare l’evidente laicismo del post precedente, vi segnalo anche la paginata di Scalfari sul peccato originale, in cui campeggia senza dimostrazione alcuna, ma in compenso con vasto affresco di parole, la tesi (in sé e per sé dall’antico lignaggio) che il peccato è la soggettività. O meglio: Scalfari crede di avere dimostrato la sua tesi con l’affermazione che l’uomo, a differenza dell’animale, è capace di pensare (e connesse variazioni sul tema), ma è davvero un peccato che non faccia quasi nulla per darcelo a credere.

Interessante è comunque leggere la conclusione, in cui, dopo avere spiegato che gli animali, purtroppo per loro, posseggono solo istinti primari e ripetitivi Scalfari "ripete ancora una volta" che il peccato originale è la soggettività. Lo ripete, appunto.

6 risposte a “Premio per il peggior guazzabuglio parafilosofico del mese

  1. utente anonimo

    Scalfari fa l’errore speculativo di voler distinguere in modo così serrato l’uomo da un mammifero superiore. E’ il trovar ad ogni costo l’elemento distintivo o peculiare, che sia la consapevolezza, la riflessione o l’auto-coscienza, che a volte porta ad epigoni poco felici. L’ermeneutica in effetti questo fa, crede alla peculiarità umana del “linguaggio” come spiegazione di tutto, trascurando l’ambiente circostante e il nostro universo sensibile con cui facciamo i conti “nottetempo”.
    Consiglio al riguardo il bellissimo libro di Donald: L’EVOLUZIONE DELLA MENTE (qualche filosofo storcerà il naso per la scientificità dell’opera). Ed anche il recente, e parzialmente letto, PERCHE’ NON SIAMO SPECIALI di Francesco Ferretti (il titolo è tutto un programma) 😉
    byebye

    (Mattia)

  2. Io gli metterei in conto soprattutto il chiamare con leggerezza ‘peccato’ la specificità in questione.

  3. utente anonimo

    Sisi daccordissimo. Probabilmente a Scalfari piace molto, e fin troppo, la metafora.
    Dicesi uso irresponsabile del vocabolario, si sarebbe lamentato perfino Nanni Moretti in PALOMBELLA ROSSA 🙂

  4. utente anonimo

    Naturalmente il commento di cui sotto è sempre il mio. Maledette iscrizioni.

    (Mattia)

  5. Scrive “gli animali e i bambini non peccano. Sono forme pure che rispondono a istinti e pulsioni”. Se lo dice lui…, però suona male, se lo si inquadra in un discorso sulla “non soggettività”. Se i bambini non sono “soggetti” allora possono essere macellati. Scalfari allora imita il paradosso del Swift di Una modesta proposta (allevare bambini per risolvere il problema della fame), ma dalla parte del paradosso e non dell’autore. Parla di ciò che non conosce.

  6. ma la risposta non era che esiste l’identità, e l’individuo, che il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un tuo verso?
    (a memoria, con beneficio)

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