Troppo forte (neanche un dubbio)

La risposta ai cattolici di Pietro De Marco a proposito di Magdi Cristiano Allam è magistrale. Il battesimo, ricorda il professore, è tutto meno che un atto privato: "Se interiore è la scelta personale, il battesimo fa di tale scelta un atto solidale di intere comunità. Così è stato per secoli". E se negli ultimi decenni questo significato s’era appannato, è perché, "premuta dalla secolarizzazione, la nuova apologetica della fede si fondava proprio sul presupposto che ovunque la fede attecchisce lì sono all’opera i fondamentali valori umani. E quindi la Chiesa, segnando confini e volendosi come istituzione, distruggerebbe il terreno sul quale il cristianesimo può esistere e rigenerarsi, ossia l’unità del genere umano sancita dalla coscienza morale, realizzata nelle rivoluzioni dei poveri e rivelata religiosamente, alla persona, solo dall’universalità della via mistica, che brucia ogni particolarità". Con Benedetto XVI, queste timidezze postconciliari sono finite.

Dopo di che, De Marco passa a descrivere conversione e battesimo come un soglia, come un "attraversamento del Mar Rosso spirituale", per ritrovarsi infine in seno "al porto, alla maternità spirituale della Chiesa cattolica", là dove, come diceva il convertito Newman, “diecimila difficoltà, secondo me, non costituiscono un solo dubbio”. La descrizione che fornisce De Marco è così intensa, così vibrante, così ricca di calore spirituale, che pure lui deve essersi accorto che nella lettera di Allam tutta questa intensità religiosa, tutto questo calore spirituale non c’era. Perciò pensa bene di aggiungere un ultimo paragrafetto, in coda al suo articolo, in cui riconosce che effettivamente, certi toni di Allam verso l’Islam erano un po’ asprigni, e la dolcezza dell’approdo, nella lettera del neo-battezzato, non si sentiva affatto. Ma si capisce:  "L’esperienza della soglia attraversata, dell’uscita da una “servitù di peccato” (non solo individuale e interiore, tanto meno metaforica) è troppo forte perché egli non parli per opposizioni".

Insomma, Magdi Cristiano Allam si farà. (Segue lettera in risposta a Aref Ali Nayed, esponente di punta del gruppo dei 138 saggi musulmani che hanno criticato il clamore del battesimo di Allam, senza peraltro dire una sola parola in difesa del suo diritto inividuale. Qui di parole ne dico volentieri più di una, perché per me la libertà morale e religiosa di Allam non è affatto secondaria, né lo è la sua sicurezza personale).

Una risposta a “Troppo forte (neanche un dubbio)

  1. utente anonimo

    caro massimo
    è arrivata la lettera a sofia
    m i

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