Nel mare aperto si può affondare

“Sono convinto che soprattutto oggi la politica debba essere veloce e aperta com’è la società, e debba coltivare l’ambizione di conquistare non le "casematte" degli interessi particolari […], ma il "mare aperto" di un’opinione pubblica nella quale convivono condizioni sociali diverse nel corso di una stessa vita, nella quale abitano più dubbi che certezze, più disponibilità che identità blindate”: sono parole di Walter Veltroni, e si leggono nella Prefazione al libro di Barack Obama, L’audacia della speranza, pubblicato lo scorso anno, quando ancora il 14 aprile non era, almeno nelle sue proporzioni, immaginabile. La convinzione che l’allora Sindaco di Roma manifestava a proposito di ciò che la politica deve essere ha avuto poi modo di tradursi in una dolorosa sfida politica ed elettorale. A causa di una congiuntura particolare, il partito democratico ha dovuto mettere necessariamente in campo la velocità e l’apertura auspicate da Veltroni, e presentarsi alle elezioni ancor prima che del partito si costruisse l’intera architettura. A causa poi di un risultato non brillante, ha dovuto all’indomani del voto chiedere per sé anche un altro aggettivo: non solo veloce nelle decisioni e aperto nelle candidature, ma anche paziente e lungimirante nel disegnare una prospettiva politica che superasse il 2008, per fissare l’appuntamento con la vittoria un po’ più in là negli anni – anche se intanto il ballottaggio alle Comunali di Roma incombe, e nessuno può dire più, come il poeta, “io sol combatterò, procomberò sol io”. Comunque vadano le cose nella capitale, il partito democratico ha effettivamente accarezzato, con la sua guida nuova di zecca, l’idea secondo la quale la politica, per esser “bella” (un altro aggettivo che Veltroni ha dispensato negli anni a piene mani), deve alleggerirsi del peso degli interessi particolari e, così liberata, rendersi piacevole anzitutto agli occhi dell’opinione pubblica che si esprime sui grandi giornali.
Solo che gli interessi particolari capita che coincidano a volte con gli interessi reali, fin quasi ad essere la stessa cosa, come il successo della Lega sembra avere dimostrato in maniera lampante. Tutto si può pensare della Lega, meno infatti che sia un partito veloce e aperto. Tutto si può dire di essa meno che goda di particolare favore presso l’opinione pubblica. Tutto, infine, le si può attribuire, meno la propensione a lasciarsi abitare dai dubbi: se non è blindata la sua identità, non si può dire quale lo sarebbe. La Lega ha la stessa classe dirigente da qualche legislatura a questa parte, e lungi dall’inseguire novità ripropone la stessa ricetta, convincente o no che sia, praticamente da quando è nata. Naturalmente, col senno di poi riesce facile dire che il successo elettorale della Lega fa giustizia di molte chiacchiere sulla crisi dei partiti, sui nuovi modelli di organizzazione degli interessi, leggeri e privi o quasi di una solida struttura territoriale, sulla predominanza della rappresentazione mediatica rispetto alla rappresentanza reale degli interessi.
In realtà, come erano sbagliate prima le infatuazioni per la modernità liquida e le identità plurali, così è sbagliato rimpiangere adesso i solidi partiti della prima Repubblica e prendere la loro tetragona identità a modello. Che però si possano lasciar perdere le robuste casematte per approfittare dell’aleatorio favore di vento di cui si gode in mare aperto si è rivelato, alla prova dei fatti, un errore. E lo è ancor più se si considera che non vi è motivo alcuno per rimanere intrappolati in una simile contrapposizione: come se gli interessi particolari si dovessero vergognare di sé e non lasciarsi rappresentare alla luce del sole, e d’altra parte l’opinione pubblica non fosse innervata da interessi molto particolari che spiegano a volte più di ogni altra cosa la direzione e i salti di vento.
Chissà, comunque, cosa avrà pensato Obama, della prefazione. Dopo la vittoria di Hillary Clinton alle primarie in Pennsylvania, però, si ripresenta anche al di là dell’oceano la preoccupazione che il candidato affascinante, che ha tutte le ragioni per piacere, che gode di buona stampa, che ha le simpatie di Hollywood, che parla in nome del nuovo, della velocità e della leggerezza, e che infine ha maggiore capacità di parlare al futuro e alle nuove generazioni, possa essere, al presente, elettoralmente debole. La Clinton, di cui si riconoscono competenza e serietà per considerarle però prerogative da establishment – roba vecchia, quindi – ha in realtà preso più voti di Obama in quegli Stati che potrebbero fare la differenza contro McCain. È da vedere se il partito democratico originale, quello americano, sia più o meno paziente e lungimirante di quello nostrano, e se sia disposto a mettere da parte la preoccupazione di vincere le prossime elezioni presidenziali, per rimontare però fiduciosamente più in là.

6 risposte a “Nel mare aperto si può affondare

  1. utente anonimo

    Personalmente tifo per Hilary, perchè il tono dei discorsi di Hobama mi fa accapponare la pelle. Il mondo non ha bisogno di un altro fanatico, ne abbiamo già troppi. Ci servono mediatori, non innovatori. Inoltre Clinton è stato un buon presidente e vicino a Hilary c’è sempre lui. Quanto poi a casa nostra, continuo a pensare che è stato raggiunto un ottimo risultato, ma che in questa seconda fase bisogna non solo rafforzare l’identità del partito democratico, ma soprattutto la sua democrazia interna. E poi bisogna smetterla con il discorso dei giovani del nuovo etc. Innanzi tutto i ragazzi delle scuole e dell’università per lo più sono di destra. Inoltre, una persona in gamba lo è fin dalla più tenera età e lo rimane, a Dio piacendo, fino alla morte. Il dramma dei nostri ragazzi, piuttosto, è stata l’andata a regime della legge Moratti. La Moratti, da sola, è riuscita a fare una rivoluzione culturale, altro che Mao: ha castrato la capacità critica di intere generazioni! L’obiettivo della destra era rendere la popolazione ignorante per essere controllata meglio.
    Tornando, poi, ai risultati elettorali vorrei segnalare uno stupendo libro di Ilvo Diamanti, che parla di mappe e colori dell’Italia politica “Bianco, rosso, verde…e azzurro”.
    Se qualcuno avesse tempo e voglia (forse lo stesso Diamanti) di sovrapporre alle cartine storiche dell’ insediamento storico-geografico dei partiti e dei loro elettori i risultati recenti, probabilmente noterebbe che grosso modo le zone sono rimaste le stesse, tranne che per la zona rossa.
    “Accannare” come diciamo a Roma, Bersani in quel modo (la cui elezione alla Regione era stato un plebiscito) ha fatto perdere molti voti al PD in Emilia Romagna. Cosa peraltro molto prevedibile e che ho segnalato da subito. Ma Fassino aveva già deciso.
    Io penso che a questo punto si debba prendere in considerazione che ci sono molte persone “toste” in grado di fare un’opposizione dura ad un governo di destra. Finocchiaro, D’Alema, Bersani, lo stesso Amato (mio storico compagno di partito) forse sarebbero più adatti di Veltroni, una volta finita la fase “telegenica”. Ora abbiamo bisogno di sostanza e di cambiare pagina: dobbiamo finire di costruire il nuovo partito.
    Un saluto a tutti.
    Nikita.Russka

    p.s. Massimo, ottimo stile come sempre.

  2. trombati anche a roma. meditate gente.
    ps 1 obama non mi sembra un fanatico, ma un uomo libero, ed è ciò di cui la politica ,ed in geerale il mondo,ha bisogno! persone (qualsiasi sia il loro mestiere)legate a multinazionali e lobby di potere sono praticamente inutili, anzi dannose. hillary è abbastanza succube di diversi gruppi multinazionali (parlo settimanalmente con libera giornalista statunitense) ed inoltre non capisco bill quali garanzie dovrebbe dare.. inoltre ammesso le dia, ciò non significa che possa esistere un candidato (“non moglie di”) migliore??
    2 le pare che la gente che ha nominato sia tosta? cioè dico uno che ha fatto il presidente della bicamerale senza risolvere il conflitto di interessi, che pubblica libri con la casa editrice del suo avversario politico pur di guadagnare una % maggiore, le sembra uno tosto? gente che ha votato l’indulto le sembra tosta? gente che ha applaudito demente pastella dopo il suo attacco alla magistratura le sembra tosta? tra i menzionati l’unico che salvo è bersani: è andato contro le potenti assicurazioni con coraggio e determinazione, firmando un decreto giusto .
    ad maiora..

  3. ..non significa che non possa..

  4. utente anonimo

    Ognuno ha i suoi riferimenti personali.
    Io personalmente fra tutti preferisco Bersani, anche se non ho mai condiviso la sua decisione di non dare battaglia a Veltroni. Quanto a Hilary e Obama, non vorrei sembrare cinica, ma, essendo una storica, non credo che ci sia qualcuno completamente puro che provi a guidare una nazione così potente ed aggressiva (da tutti i punti di vista) senza alcun tornaconto personale.
    E, soprattutto, non credo che tutti quelli che sborsano bei dollaroni per le loro campagne elettorali lo facciano per motivi idealistici.
    Dopo i disastri di Bush, che ha surclassato Kerry (ancora non si capisce come sia potuto avvenire, un po’ come a Roma per Rutelli e Alemanno) io preferirei andare sul sicuro e non fare nuovi esperimenti. soprattutto negli USA. Prendiamo fiato. In Italia ci aspettano anni durissimi. Quindi preoccupiamoci di come stiamo noi e lasciamo stare gli Stati Uniti. Che se la sbrighino loro. A noi ci aspettano la disdetta dei contratti e la pensione a 65 anni, quando cioè hai già perso il lavoro da svariati anni. Poichè abito in periferia oltre il Raccordo a Roma, mi aspetto che tutti gli sbandati di Roma vengano fatti accampare sotto casa mia. La qual cosa mi farebbe piacere solo perchè un mio vicino di casa ha votato Alemanno perchè avrebbe cacciato gli zingari…..Ed è per colpa sua e di tutti quei deficienti che hanno votato a destra per motivi analoghi che stiamo col sedere per terra. Torno a dire chissenefrega di Obama e di Hilary e preoccupiamoci di noi stessi. Guardati e ascolta questo filmato semplicemente stupendo. Tutto vero!
    http://zoro.blog.excite.it/permalink/508021

  5. zoro è sempre stato il mio eroe preferito! peccato che ora non basterebbe neanche Cristo!
    serve solo Dio..
    ps
    e mi raccomado scendi tu ,e non mandare tuo figlio:
    ormai non è più un gioco da ragazzi!

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