Archivi del giorno: giugno 23, 2008

L'impotenza sessuale maschile ha sempre cause psicologiche?

Risposta: "Nonostante che, con l’affinarsi delle tecniche diagnostiche, stia aumentando il riconoscimento di alterazioni organiche alla base delle disfunzioni erettili, vi è sempre in tutti questi casi una componente psicologica.
"E’ quindi sempre opportuno effettuare una psicoterapia sessuologica per supportare eventuali terapie farmacologuche o chirurgiche".

No, questo blog non ha cambiato ragione sociale. Ma in vista della IX International Conference on Philosophical Practice, in programma dal prossimo 16 luglio a Carloforte, in Sardegna, ho deciso di introdurvi all’opera del Prof. Dr. Ludovico Edoardo Berra, "medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta e counselor ad orientamento filosofico esistenziale", già autore di Oltre il senso della vita. La disinteressata risposta alla domanda frequente sopra riportata è la sua.

(Non ho i titoli del Prof. Dr., però se volete un filosofo per consulente, sono a disposizione. Tanto più che sono in grado di farvi, come Foucault, un’archeologia della pratica filosofico-terapeurtica. Risalendo addirittura all’episodio sul Telefono consolatore della impeccabile signorina Beata, inserito ne Gli amanti latini, in cui la signorina Beata, che deve risolvere i problemi coniugali di Aldo Giuffré, è affiancata dallo psicologo. Che pronuncia le parole decisive (più o meno): "Sta scritto: Bussate, e vi sarà aperto. Ma io vi dico: telefonate, e vi sentirete meglio". Nella foto, al centro, l’ispirato consulente)

Alle porte

Ora che l’Italia ha perso, I difensori delle radici, dell’identità, dei valori, prendano posizione circa la possibilità di una vittoria della Turchia agli Europei di calcio. Se poi uno pensa che la vittoria potrebbe materializzarsi a Vienna, dove meno di 350 anni fa…

Esame di maturità

Ancora polemiche sull’esame di maturità. E voglio vedere, direte voi: le tracce sono piene zeppe di errori.
Ma io mi riferisco alla prova di filosofia. Quale prova di filosofia?, direte voi. Quella che si tiene in Francia.
Ecco le due domande tra le quali scegliere:

Si può educare la percezione?; E’ possibile una conoscenza del vivente?

Niente male, non è vero? In alternativa c’era un testo di Sartre, di non facile domesticazione. E su Libération si incavolano un po’: qui la vogliono rendere così difficile per dire che, insomma, non è il caso di continuare con questa sorta di formazione dello spirito critico (tale sarebbe prevalentemente l’insegnamento attuale della filosofia in Francia), e meglio sarebbe passare alla più robusta storia delle idee. Senza di che, l’esame non si passa.
Che dire? Rispetto alle polemiche che investono le prove italiane, è tutto grasso che cola.