Esame di maturità

Ancora polemiche sull’esame di maturità. E voglio vedere, direte voi: le tracce sono piene zeppe di errori.
Ma io mi riferisco alla prova di filosofia. Quale prova di filosofia?, direte voi. Quella che si tiene in Francia.
Ecco le due domande tra le quali scegliere:

Si può educare la percezione?; E’ possibile una conoscenza del vivente?

Niente male, non è vero? In alternativa c’era un testo di Sartre, di non facile domesticazione. E su Libération si incavolano un po’: qui la vogliono rendere così difficile per dire che, insomma, non è il caso di continuare con questa sorta di formazione dello spirito critico (tale sarebbe prevalentemente l’insegnamento attuale della filosofia in Francia), e meglio sarebbe passare alla più robusta storia delle idee. Senza di che, l’esame non si passa.
Che dire? Rispetto alle polemiche che investono le prove italiane, è tutto grasso che cola.

2 risposte a “Esame di maturità

  1. la verità è che nella società in cui viviamo si potrebbe fare benissimo a meno di tutte le materie scientifiche e umanistiche (che servono solo a garanzia di una forma di legittimazione esteriore), e orientare l’insegnamento solo nella direzione delle materie tecniche. ormai gli ingegneri insegnano anche matematica, ed è tutto dire. forse un altro po’ e si riuscirà addirittura a fare a meno dell’istruzione tout court.
    se si vuole un’istruzione bisogna porsi il problema della coscienza altrimenti diventa soltanto burocrazia.

  2. utente anonimo

    Mi chiedo se alle domande bastava rispondere un sì o un no, oppure bisognava barrare la risposta tra le multiple…
    Ma interessante è anche un commento all’articolo:

    La philosophie n’est qu’un divertissement pour la bourgeoisie cultivée, même si à l’instar de la religion elle essaie de se donner une importance dans la société : quête de la sagesse, soi-disant esprit critique… Son enseignement consiste aujourd’hui à contraindre les élèves à adopter son discours en le reproduisant à travers des figures libres ou imposées. Naturellement plus cela est personnel et plus c’est conforme à ce qui est demandé. Au lieu de cette adhésion subjective, il vaudrait mieux analyser le discours philosophique de façon distancié et objective pour montrer ses tours et détours comme le font de plus en plus les philosophes eux-mêmes qui ont abandonné la foi dans les vertus philosophiques au profit de la connaissance…

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