Il diritto di seppellire – Roberto De Mattei

Roberto De Mattei è uno storico, ed è stato a lungo Presidente dell’Associazione Lepanto. Roberto De Mattei è stato anche professore associato di Storia moderna nell’Università di Cassino. Roberto De Mattei è stato mio collega di Dipartimento. Dico al passato, perché credo sia stato trasferito.
Ma il suo nome è avvolto per me dal mistero, perché non credo di averlo mai visto nelle riunioni del Dipartimento. A volte ho pensato che potesse essere una buona idea appostarsi nei pressi dell’aula dove teneva i suoi corsi, per riuscire infine a vedere com’era fisicamente costituito un presidente di un’associazione come l’Associazione Lepanto. Sono stato sfortunato: ho sempre e solo incrociato un suo assistente, mai lui di persona. Forse usciva dalla finestra, forse si confondeva abilmente tra gli studenti: non so.

Roberto de Mattei ha spiegato al Foglio che parlare di testamento biologico ed eutanasia è per la Chiesa un segno di debolezza: "Mi spiego. Se parlo della fine della vita, dell’eutanasia, della morte cerebrale, non parlo di questioni che dividono i credenti dai non credenti, ma che semmai dividono le persone di retta ragione dagli irragionevoli. Credere che Eluana fosse una persona viva e non morta da diciassette anni, e che sia morta soltanto dopo che le sono stati tolti acqua e cibo, è un dato oggettivo di ragione. Dire questo non può dividere cattolici e non cattolici"
Roberto De Mattei ha ragione: dire che Eluana era morta diciassette anni fa non divide cattolici e non cattolici: divide Roberto De Mattei dal resto del mondo, nel senso che solo lui può sostenere che questo fosse il discrimine nella discussione su Eluana Englaro. Solo lui può credere che Beppino Englaro si stesse battendo per il diritto di seppellirre sua figlia, essendo lei già morta da diciassette anni.

Nota bibliografica 1: "Lepanto combatte il relativismo culturale e il "progressismo", sia in campo politico che morale e religioso, in quanto fattori di un processo di secolarizzazione e scristianizzazione che sembra preparare una prossima persecuzione della Chiesa. Queste offensive sono promosse soprattutto dalle forze socialiste e libertarie e vengono di fatto favorite dai mass-media".
Nota bibliografica 2: Sulla finis vitae De Mattei ha chiesto che "venga messa indiscussione questa nozione di morte cerebrale" che risponde più ad un approccio utilitarista determinato dalla pressione di coloro che praticano trapianti piuttosto che un atteggiamento precauzionistico". "Nessuno può dimostrare che la morte cerebrale determini la separazione dell’anima dal corpo e dunque la morte reale dell’individuo" ha continuato De Mattei. C’è un altà probabilità che quel corpo cerebralmente leso conservi ancora un’anima". Giusto! Ben detto! In dubio pro vita! Propongo vivamente che la nuova legge sul testamento biologico adotti il criterio proposto da De Mattei. Scriva il Parlamento che c’è morte reale quando l’anima si separa dal corpo. Niente timidezze, niente debolezze, per favore.

11 risposte a “Il diritto di seppellire – Roberto De Mattei

  1. Trieste, 3 feb. (Adnkronos) – ”Eluana non soffrira’, perche’ Eluna e’ morta 17 anni fa”. Lo ha detto ai microfoni della Rai del Friuli Venezia Giulia l’anestesista Amato De Monte, che ha viaggiato da Lecco a Udine a bordo dell’ambulanza insieme a Eluana Englaro …

    hagrid

  2. Confermo. Anch’io ho letto cose simili, più d’una. Continuo a pensare, caro Massimo, che sottovaluti come di questa vicenda e di simili si chiecchieri innanzitutto e perlopiù.

  3. Mi sei proprio piaciuto:”Propongo vivamente che la nuova legge sul testamento biologico adotti il criterio proposto da De Mattei. Scriva il Parlamento che c’è morte reale quando l’anima si separa dal corpo. “Mi piacerebbe sapere cosa replicherebbe l’emerito prof in questione ( o replicherà?).
    Un bacio a tutta la fam
    zia bruna

  4. Caro Ffdes, siao onesti. Io ti dimostro la mia onesta così. scommetto 1 euro contro mille che de Monte, richiesto da me o da te di mettere per iscritto quelle parole, non lo farà (se non chiarendone il senso e cioè non assumendole alla lettera). se De Mattei facesse altrettanto quanto al suo criterio di morte, sarei disponibile a condividere simmetricamente le tue perplessità; se no, no. Se mi trovi uno il quale abbia chiesto di avere il permesso di seppellire Eluana, ti dò ragione; se no, no. (Mentre suppongo di non avere difficoltà a trovarti, dall’altra parte, chi per iscritto mi mette che la questione non fosse la volontà di Eluana, ma il fatto che, essendo viva, ecc). Aggiungo che io ho sentito l’intervista RAI a De Monte, quando fu trasmessa. L’ho sentita tutta. Cosa intendesse con quelle parole, e quanto fossero dettate dall’esigenza di tagliar corto con certi dicorsi, in un momento per lui di forte emozione, a me pareva semplicemente evidente. Sono certo che se l’intervistatore gli avesse chiesto: quindi per lei Eluana ha solo bisogno di essere sepolta, De Monte non avrebbe negato che Eluana in realtà respirava ancora: ma credi davvero che non sia così?
    Ma non voglio difendere De Monte. Non occorre. Voglio che tu mi dica che i sostenitori di Beppino Englaro stessero con ciò proponendo non il rispetto della volontà di Eluana, ma un nuovo criterio di morte. Se tu mi dici questo, d’accordo. Se no, perdonami, trovo abbastanza risibile far discutere Rodotà, Mori, Marino, Defanti e tutti gli altri come se per loro Eluana fosse già morta, e il problema fosse la restituzione di un cadavere.

  5. si potrebbe applicare il criterio usato per gli insegnanti di religione.

    sull’accertamento di separazione tra anima e corpo ci deve essere il placet del vescovo (o di suo incaricato).

    abbiamo risolto.

  6. mi permetto di correggerti circa la divisione del mondo: purtroppo la zona di de mattei non la vedo vuota… intravedo giovanardi,saccone,casini,gasparri,etc.. blaaah

  7. voci di corridoio:
    a breve nascerà un gruppo su “feisbuc” a sostegno del grande roby assenteista.

  8. Il considerare Eluana “già morta” nasce dall’idea che la “vera” morte sia quella “corticale”, criterio oggi rifiutato dalla legge (che segue il criterio della “morte cerebrale”, vale a dire della cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, e non della sola corteccia cerebrale).
    Il criterio della “morte cerebrale” è contestato da alcuni, cattolici certo, ma anche laicissimi, come P. Singer.
    C’è un libro, di qualche anno precedente a quello linkato: “QUESTIONI MORTALI – L’attuale dibattito sulla morte cerebrale e il problema dei trapianti – a cura di Rosangela BARCARO e Paolo BECCHI – Ed. E.S.I., Napoli 2004”, in cui sono riportate le posizioni di quegli studiosi critici o perplessi sulla questione.
    Se può interessare, c’è anche un articolo di Carlo Alberto Defanti: il quale sembra propendere verso una rivalutazione della “morte corticale”, non per la definizione esatta del momento della morte (che anzi lui ritiene di difficile individuazione con criteri scientifici), ma per l’individuazione di una sorta di ingresso nella morte, meglio nel processo del morire.

    Io, pur nella massima empatia possibile per queste posizioni (esclusa quella di Singer), considero il problema in modo più terra terra: la morte è sempre “quella”, cambia solo il modo di accertarla, definito rigorosamente con i criteri di legge; prova ne sia che in un soggetto in “morte cerebrale” falliscono anche i tentativi di tenerlo attaccato indefinitamente ai macchinari rianimatori.

    lycopodium

  9. caro lycopodium,
    non bisogna però confondere. Il dibattito sui criteri di morte c’è da quando c’è la morte. Ma nel caso di Eluana non di questo si è dibattuto nei tribunali e in Parlamento, ma del rispetto della volontà di Eluana. (In subordine, si è dibattuto della validità dell’accertamento di quella volontà: alquanto strumentalmente, in verità, visto che chi ha dubitato della validità dell’accertamento ha spesso ritenuto pure che in ogni caso quella volontà ‘di morte’ non andrebbe rispettata). Le considerazioni di De Mattei restano quindi quel che sono: una sgradevole mistificazione.

  10. Ma non è che l’Associazione Lepanto toglie spazio all’Associazione Magna Charta? Che ressa…

  11. il caso Eluana risulta perfettamente identificato dal titolo di un post del blog: “la settima balza”
    cioè
    “Il lato oscuro dell’autodeterminazione”
    (involnotariamente: il post parlava di cose politiche)

    hagrid

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