La metafisica della gioventù (beffata dal Pdl)

Se stiamo alla superficie delle cose, abbiamo un partito appena nato, il Popolo della Libertà, che ha celebrato il suo primo congresso e ha nominato all’unanimità un Presidente nella figura di un ultrasettantenne. Un leader che, come ha scritto sul Corriere della sera Ernesto Galli della Loggia, è “tutto immerso, biograficamente e culturalmente, nella prima Repubblica”. E cioè in una cosa che, almeno secondo la pubblicistica corrente, sarebbe morta quindici anni fa o poco più. Dall’altra parte abbiamo un partito, anch’esso di recente formazione, il Partito democratico, che però, a differenza del primo, non ha ancora risolto i suoi problemi con l’età: s’è dato da poche settimane un segretario se non proprio giovane almeno giovanile, ma è incalzato dall’opinione pubblica che chiede di svecchiare drasticamente l’intera classe dirigente e sembra quindi non potersi contentare, nella corsa al rinnovamento, di un leader che sia meno che biondo e bello e di gentile aspetto, per dirla col sommo poeta.
(continua su Left Wing)

Una risposta a “La metafisica della gioventù (beffata dal Pdl)

  1. utente anonimo

    l’articolo è favoloso
    delfina

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