Archivi del giorno: Maggio 10, 2009

Il Paradiso (tu vivrai)

Roberto De Mattei si fa interprete, su Il Foglio, del pensiero di Benedetto XVI. Il punto è uno solo: i guai che provoca il rimettere tutto alla libertà della coscienza. Quel che sarebbe per l’ennesima volta da notare, è il modo in cui si argomenta in difesa della verità: siccome per la via del soggettivismo moderno (e relativismo e nichilismo, eccetera eccetera) non si salva nulla di ciò a cui tengo, allora il soggettivismo è erroneo. Anche a voler mettere al posto di "ciò a cui tengo" qualcosa di più solido e meno idiosincratico, resta che in tutte queste difese dell’oggettivismo nella morale (e non solo nella morale) ciò su cui l’argomento si regge è semplicemente l’indesiderabilità delle conseguenze. Un modo abbastanza comodo di argomentare.

Ma (lascio perdere quel che la filosofia contemporanea avrebbe da dire su queste superstizioni del soggettivismo e dell’oggettivismo) neppure questo modo è seguito veramente sino in fondo. Tra queste conseguenze, Roberto De Mattei mette infatti la seguente:
"I cattolici che rifiutano l’assioma extra ecclesiam nulla salus sono convinti che la ‘buona fede’ salva. Ma allora, assomigliano a quel teologo, conosciuto dal giovane professor Ratzinger, secondo cui persino i membri delle SS naziste sarebbero in Paradiso perché portarono a compimento le loro atrocità con assoluta certezza di coscienza".

Qualunque cosa pensasse il giovane professor Ratzinger, la mia idea è che se proprio devo trovare un posto per l’idea di Paradiso, se proprio mi deve tornare comoda, direi che è quel qualcosa in cui persino i membri delle SS naziste possono trovar posto. Non vedo a cos’altro potrebbe servirmi l’idea del Paradiso, e forse è vero: metterla in un modo o nel’altro è la misura oggettiva della coscienza dell’uno o dell’altro: di ciò su cui essa è fondata.

(Il Paradiso)