Io domani

E’ una settimana che Mauro si sveglia con la stessa domanda che gli frulla in testa, e io non posso che dargli, rispondendo, una piccola delusione. Così anche questa mattina ha aperto gli occhi e speranzoso mi ha guardato:
– E’ domani? -.
– No, Mauro, è mercoledì -.
– Ah! E quand’è domani? -.
Se a questo si aggiunge che la domanda successiva è: – Ma vado a scuola? -, si capirà quanto difficile si presenti, al risveglio, l’impatto con il principio di realtà.
(Le due domande temo siano legate, perché devo avergli detto con troppa enfasi, qualche venerdì fa: "domani non si va a scuola").

P.S. Il titolo è un doveroso omaggio a Marcella Bella


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