Passa

"…Esattamente come l’esperienza del tempo messianico è tale per cui è impossibile dimorarvi, così qualcosa come un ritardo non si può produrre. È ciò che Paolo ricorda ai tessalonicesi: «Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore viene come un ladro di notte» (1 Ts 5,1-2).
 
«Venire (erchetai)» è al presente, proprio come il Messia è chiamato nei Vangeli ho erchomenos, colui che viene, che non cessa di venire. Un filosofo del XX secolo, che aveva ascoltato la lezione di Paolo, lo ripete a suo modo: «Ogni istante è la porta stretta attraverso la quale può passare il Messia» (W. Benjamin)".

Agamben sta spiegando la differenza fra tempo apocalittico e tempo messianico, fine del tempo e tempo della fine. E va bene. Ma il modo in cui Benjamin ripete Paolo non introduce una piccola differenza? Benjamin non dice infatti che «ogni istante è la porta stretta attraverso la quale passa il Messia»  ma può passare. E' la stessa cosa? Che genere di possibilità è questa? Agamben non lo dice (però il suo discorso è molto profondo, c'è questa idea che senza relazione al messianico, alle realtà ultime, tutto finisce in schifio, ma a me pare che sarebbe da pensare la modalità di questa relazione, e di questo pensiero in verità non colgo traccia).
(Il link al discorso di Agamben)

 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...