IMHO

"Interessante come alla traduzione di Meinung con "opinione", Garelli preferisca "avere in mente", dato che l'espressione designa il momento singolare del l'iniziale presa d'atto della realtà concreta (l'oggetto è mio perché io so di esso) da parte del soggetto che ancora non ne ha condiviso universalmente il contenuto". 

Siccome non capita tutti i giorni (ma nemmeno capita a caso) che sulla stampa quotidiana si recensiscano saggi su Hegel e la Fenomenologia dello Spirito, vi segnalo questa recensione, apparsa su Il Sole 24 Ore. Non posso segnalarvi il libro, perché non l'ho letto, e allora mi limito a riprendere questo passo dell'articolo sull'opinione [Meinung] da cui, in un certo senso, comincia la Fenomenologia dello Spirito. Ora, non discuto la traduzione di Meinung con "avere in mente" invece di "opinione", anche se io in fatto di traduzione sono in linea di massima un conservatore, discuto però la motivazione, che è decisamente sbilanciata nel senso dell'autocertezza della coscienza. Siccome si tratta, in tutta la Fenomenologia, del rapporto fra certezza e verità, non è privo di significato decidere che si parte senz'altro dalla certezza, piuttosto che dalla verità. Ed è una decisione assai poco condivisibile, anche perché i conti rischiano di saltare, visto che in Hegel il primo e l'ultimo e l'ultimo il primo, e c'è poco da fare: è con la verità che per lui si finisce e si comincia.

Almeno, questa è la mia opinione. 

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