Socialism, why not?

"La questione che stiamo considerando è: qualora fossimo realmente in grado di istituirlo, il socialismo funzionerebbe o sarebbe stabile? E un aspetto decisivo di tale questione è se il funzionamento di una società socialista rafforzerebbe, o piuttosto indebolirebbe, le preferenze comunitarie ed egualitarie indispensabili per la stabilità del socialismo".

G. A. Cohen ha già illustrato quali siano quei principi di ispirazione latamente socialista, che sarebbero all'opera in una gita in campeggio fra amici.  Ha già mostrato che se vai in gita in campeggio, e ti comporti da avido profittatore e bieco egoista, non fai una gran figura: tanto meglio non andarci affatto. Dopodiché si fa l'obiezione: la fai facile, tu, in campeggio; ma in una società politica, dove non si è tutti amici? E risponde con le parole di cui sopra: mettendo tra parentesi la questione della realizzabilità, e chiedendosi piuttosto se, essendo desiderabile, funzionerebbe. E se, funzionando, non funzionerebbe sempre meglio.

Sono domande importanti (soprattutto, come dirò, la seconda). Dal momento che, si ritiene, il fallimento dei paesi del socialismo reale dimostrerebbe che il socialismo non può funzionare, io ti dimostro che funzionerebbe: così non hai scuse. Uno però potrebbe obiettare che funzionerebbe proprio perché è immaginato come un sistema in opera fra persone ben disposte a cooperare. Ma non è questa l'opinione di Cohen:

"A mio avviso, il problema fondamentale che si oppone all'ideale socialista è che non sappiamo progettare i dispositivi sociali in grado di farlo funzionare. Il nostro problema non è, principalmente, l'egoismo umano, bensì la nostra mancanza di un'idonea tecnologia organizzativa". Non è, insomma, perché non siamo amici: se fossimo in grado di progettare un campeggio in grande, per l'intera società umana, allora metteremmo da parte anche il nostro inveterato egoismo. 

Può darsi. Non è che Cohen, però, fornisca grandi prove di questo suo avviso. Si limita a dire che non dobbiamo mai dimenticare il fatto che il mercato fa leva su "motivazioni di bassa lega". Ma nulla dice sul fatto che, se anche gli uomini fossero degli incorreggibili egoisti, forse le vittime di questi egoismi avrebbero qualche diritto ad organizzarsi per non subire più. Nessuno vuole sminuire l'ideale socialista, ma non per questo bisogna ridurre il socialismo a un ideale.

Vi sono, insomma, due possibilità. Cohen, pur avendone indicata una, si attiene solo all'altra. Voglio dire: se non vi è un problema antropologico, è perché secondo Cohen la prospettazione di un sistema socialista funzionante (qualora ne disponessimo) disinteresserebbe gli uomini; riuscirebbe, in virtù della sua sola desiderabilità, ad allettare gli uomini più del loro egoismo. Il traino è cioè assicurato solo dall'ideale. Ma Cohen ha anche scritto sopra, senza tuttavia esplorare il senso e la possibilità della cosa, che lo stesso funzionamento reale del socialismo aiuterebbe il socialismo a funzionare sempre meglio (e dunque disinteresserebbe a sua volta). Questo è, con ogni evidenza, un circolo, che però ha un lato storico-reale. E forse lo si può spezzare, se la lega delle vittime degli egoismi (quelli di cui dicevo prima, quelli che, essendo vittime degli egoismi avrebbero l'interesse a superare il sistema degli egoismi)  riuscisse a innescarlo. 

(A questo punto: alla faccia del socialismo analitico, il dialettico va in brodo di giuggiole. Perché s'è trovato il punto in cui occorre che una cosa si rovesci nel suo contrario, e cosa c'è di più dialettico di questo?).

(Il libriccino in questione è Socialismo. Perché no?, Ponte alle Grazie 2010. E lo ha ricordato Mario Ricciardi la settimana scorsa su Il Sole 24 Ore

possiamo trascurare il fatto che il mercato Non è insomma un problema antropologico, bensì un problema organizzativo. Cohen, d'altra parte, prosegue esaminando ipotesi di socialismo di mercato che mantengono  

D'altra parte, però, Cohen prosegue discutendo ipotesi di socialismo (di mercato e non) a proposito delle quali ammette che funionano "solo se le persone sono abbastanza disinteressate". EPerché non ci sia contraddizione, credo che occorra annettere all'immaginazione di un sistema socialista funzionante la capacità di disinteressare gli uomini. Gli uomini cioè sarebbero egoisti finché la prospettazione di un sistema socialista non mostrerebbe loro che possono non essere egoisti. Gli uomini sarebbero egoisti faute de mieux

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