Dammi solo un minuto, un soffio di fiato un attimo ancora

Toni Negri recensisce il libro di Peter D. ThomasThe Gramscian Moment. Philosophy, Hegemony and Marxism, che avrebbe tra l'altro il merito di regolare i conti con il libro di Perry Anderson, Ambiguità di Gramsci (1976, trad. it. Laterza 1978), così influente nell'ambito della ricezione di Gramsci nel mondo anglosassone. 

Poi viene alle conclusioni. E lì riferisce del proposito di Thomas di comporre la filosofia della prassi di Gramsci in termini di "storicismo assoluto, immanenza assoluta e umanesimo assoluto", per poi avanzare un'unica domanda:

"Perché mai questo pensiero gramsciano, così ricostruito, dovrà ancora rappresentarsi come una «filosofia»? Meglio, la praxis, il pensiero che la configura dentro i parametri dello storicismo, dell'immanenza e dell'umanesimo, possono ancora essere definiti come «filosofia»? La filosofia non diviene invece un'illusione insostenibile, uno strumento inutilizzabile una volta che quei criteri – storicismo, immanenza ed umanesimo – siano stati assunti come categorie della riflessione nella praxis? Che cos'è più infatti la filosofia quando siano stati distrutti i suoi riferimenti alla trascendenza del teologico-politico ed alle residue tematiche della secolarizzazione?".

Negri dice che neppure Gramsci avrebbe forse avuto piacere a sentirsi dare del filosofo, e può darsi che abbia ragione. Io però mi domando che cosa davvero pensi Negri sotto le parole "continuo rivoluzionamento dell'uomo" che renderebbero la filosofia ormai un relitto (e non solo la filosofia, ma qualunque cosa se ne stia quieta per un po').
Io, per me, una pausa ogni tanto me la prenderei. Se non altro per chiedermi allora che diavolo pensassero, agli inizi del secolo, Bergson e soprattutto Gentile, che pure non volevano che lo spirito (la realtà vera) se ne stesse fermo un sol minuto. Filosofi no, e cosa allora? E se c'è un'aria di famiglia in questa idea del "continuo rivoluzionamento", puoi sempre dire che però quelli erano spiritualisti e il rivoluzionamento lo pensavano male, ma non puoi far dipendere dal rivoluzionamento la fine della filosofia, bensì, al più, di una certa filosofia (la metafisica, si capisce: ma in realtà il moderno è dall'inizio dei suoi giorni che va avanti con questa storia che la metafisica è finita. Dunque, sotto quest'aspetto, nessun rivoluzionamento del pensiero filosofico).

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