Il caso Tedesco e l'onore del Pd

La richiesta di arresto per Alberto Tedesco, ex assessore della sanità in Puglia, attualmente senatore, scuote il Pd. E quale partito non sarebbe scosso, dalla richiesta di arresto di un suo senatore? (A pensarci bene, qualche partito del genere c‘è, ma non è il caso di parlarne adesso). Per tutti i parlamentari chiamati a stabilire se la documentazione inviata dai magistrati giustifichi la richiesta, si tratta di capire anzitutto cosa c‘è scritto in quei documenti.

(continua su Left Wing, ma anche su Il Riformista)

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8 risposte a “Il caso Tedesco e l'onore del Pd

  1. utente anonimo

    Scusa, tu scrivi che "Si tratta di valutare se sussista il fumus persecutionis, e se il senatore sia oggi nelle condizioni di reiterare il reato o di inquinare le prove", ma sei sicuro di quello che scrivi e su cui poggi tutto il tuo ragionamento? Sei sicuro che i senatori, oltre all'esistenza del fumus persecutionis, debbano valutare la eventuale reiterazione del reato e/o l'inquinamento delle prove? Sei sicuro che queste due ultime questioni non siano di esclusiva pertinenza dei vari giudici che, peraltro le hanno già valutate quando hanno ritenuto di chiedere l'arresto?
    Capisci bene che la questione è importante e direi decisiva per tutto il successivo ragionamento. Fammi sapere.

    Ciao

  2. io non so bene come si valuta il fumus, quindi potrei sbagliarmi, ma è possibile che fumus vi sia quando non sussistano quelle condizioni e tuttavia si chieda l'arresto. In ogni caso, non mi pare che il successivo ragionamento dipenda molto da ciò. Il punto decisivo è: il Parlamento può vagliare? Puo' valutare nel caso specifico in maniera difforme da? Può farlo senza passare per complice? E in che modo l'onore dei parlamentari sarebbe perduto se lo facesse?. 

  3. utente anonimo

    Sbaglio o la De Monticelli è quella che ha scelto di prendere i soldi da Don Verzé e contemporaneamente si è lamentata dell'offerta di lavoro fatta da Don Verzé alla figlia del Presidente del Consiglio e comunque poi ha continuato e continua a prendere i soldi da Don Verzé? Ma forse – ripeto – sono io che mi sbaglio.

    myskin

  4. utente anonimo

    Risposta al n.2.

    Quando si parla di cose che non si conoscono spesso si sbaglia,  può capitare a chiunque. Sappi comunque che pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove non sono cose che sono chiamati a valutare i parlamentari, ma solo ed esclusivamente i giudici, sia quello che chiede l'arresto, sia quello che lo concede. Ciò precisato, è evidente che il tuo ragionamento che segue, dipende invece molto da ciò anche perchè agli atti parlamentari, nonchè nelle numerose interviste rilasciate dai vari componenti della giunta e addirittura dalla stessa relazione sulla quale la giunta si è espressa con il voto, non è mai scritto che c'è un fumus persecutionis e che quindi va respinta la richiesta dei giudici. Nella relazione in cui si chiede di non concedere l'autorizzazione all'arresto, lo si fa per considerazione politiche in senso lato, mai per l'esistenza del suddetto fumus persecutionis, è insomma il solito atteggiamento arrogante della politica (tutta) di straripare, di considerarsi al di sopra delle leggi specialmente se le leggi "toccano" uno di loro.
    Venendo al punto decisivo, come lo chiami tu.
    Il Parlamento può vagliare? La risposta è: Si, il Parlamento può e deve vagliare l'esistenza del fumus persecutionis, non altro, e se quel fumus non lo vede, come in questo caso sostengono tutti i diretti interessati, può e deve concedere l'autorizzazione all'arresto, può e deve consentire ai giudici di giudicare se il soggetto, ancorchè onorevole, sia colpevole o meno del reato ascritto.
    Il Parlamento può valutare, nel caso specifico, in maniera difforme da? Certo che il Parlamento può, altrimenti che senso avrebbe la legge che prevede questo passaggio parlamentare.
    Può farlo senza passare per complice? Certo che può, basta che negli atti al suo esame ravveda il fumus persecutionis. Ben diverso è però il caso di specie dove di fumus persecutionis non parla nessuno, nemmeno, ti ripeto, il relatore che chiedeva la non concessione dell'autorizzazione!
    In che modo l'onore dei parlamentari sarebbe perduto se lo facesse? Da quanto precede, va da sè che gli onorevoli l'onore lo perdono, nella misura in cui, infischiandosene della legge, non concedono le autorizzazioni a procedere senza porsi nemmeno il problema, che solo li dovrebbe riguardare, se esiste o meno il fumus persecutionis.
    La grande difficoltà ed il travaglio interiore di questi poveri parlamentari , a mio giudizio, potrebbe nascere semplicemente dalla circostanza che dare l'autorizzazione a procedere per uno di loro, possa costituire precedente per i prossimi casi.
    Non ricordo casi in cui sia stata concessa l'autorizzazione a procedere in passato, di qualunque partito fosse l'accusato, a testimonianza di un comune interesse di tutti, e sottolineo tutti, i parlamentari.
    Certo si può pensare che il fumus persecutionis ci sia stato sempre e che questo sia il solo motivo per cui non sono state concesse le autorizzazioni a procedere, d'altra parte si può anche credere che Ruby sia la nipote di Mubarak

  5. Mi limito a un link perché le fonti testuali non ho il tempo di ritrovarle in rete, e perché non mi piace proseguire la discussione con un anonimo (anche un nickname va bene, ma considero che in generale sia sempre meglio discutere alla pari). Il link:
    http://archiviostorico.corriere.it/2003/aprile/19/Fumus_persecutionis_immunita_parlamentare_co_0_030419030.shtml
    Quindi una domanda: essendoci le interviste di parlamentari, essendoci un parere della commissione e del realtore, il Parlamento perde l'onore se contraddice e valuta diversamente? In che maniera il Parlamento se ne infischia della legge? Non è ilParlamento che decide se vi sia o non vi sia fumus?

  6. utente anonimo

    Risposta al n. 5
    Non si capisce a cosa serva, nell'ambito della discussione sul caso Tedesco il link ad un articolo del 2003.
    Quanto alla domanda, anche questa veramente non ha senso dopo le risposte che sono già state postate al n. 4.
    Ooccorre ribadire che, nel caso di specie, perfino il relatore che chiedeva un voto a favore del diniego dell'autorizzazione all'arresto non ha ritenuto neanche di adombrare il fumus persecutionis. E allora di cosa parli? di quale onore? di chi?

  7. utente anonimo

    … dimenticavo

    hai ragione smettiamo
    neanche a me piace discutere con i peggiori sordi, quelli che non vogliono sentire

  8. I tuoi ultimi commenti non ti fanno onore, chiunque tu sia

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