Vogliamo promesse

In principio era il Verbo, e il Verbo fece, nientemeno, una promessa. Ora, si può ben discutere sui contenuti della promessa e sui tempi e i modi del suo mantenimento, ma non sul fatto che una dimensione di natura prescrittiva sia originariamente legata all’uso della parola. Perciò, la scena che Agostino allestisce nelle Confessioni – a proposito dell’apprendimento del linguaggio: le parole denominano gli oggetti e il bambino impara a parlare apprendendo i nomi degli oggetti – quella scena è del tutto campata in aria. «Di una differenza tra tipi di parole Agostino non parla», notava Wittgenstein: come se Agostino non conoscesse i differenti impieghi del linguaggio, e soprattutto come sia necessario, perché qualcuno impari qualcosa, che ci sia fiducia, che si dia retta e che si presti ascolto. È quello che si chiama legame sociale, che si stabilisce (non solo ma anche) nel linguaggio e col linguaggio (prosegue su Left Wing)

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