I pentiti dell’austerità

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Nel 2010 Robert Skidelsky, il biografo di Keynes, scrisse per il Financial Times un articolo – ripreso anche dal Sole 24ore – nel quale si prendeva la responsabilità di sottoporre non al vaglio arbitrario dei filosofi ma alla prova dei fatti le politiche di austerità adottate con pochissimo distinguo in Europa. E concludeva il suo articolo con queste fatidiche parole: «Stiamo per imbarcarci in un importantissimo esperimento per scoprire quale delle due storie sia vera. Se il risanamento dei conti pubblici si dimostrerà la via per la ripresa e una crescita rapida, allora potremo seppellire Keynes una volta per tutte. Se al contrario i mercati finanziari e i loro portabandiera politici si riveleranno degli «asini matricolati», come pensava Keynes, bisognerà prendere di petto la sfida che rappresenta, per il buongoverno, il potere finanziario». 

L’Unità, 16 giugno 2013 (continua)

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