Filosofia italiana e forchette

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«Se sei appassionato di essere, posa la forchetta e pensa l’essere, se ci riesci. Ti do tre minuti”». Una bella sfida, non c’è dubbio, difficile da vincere anche mantenendo la forchetta in mano. Ma ha ragione Alfonso Berardinelli: dopo tre minuti così, con la forchetta sul bordo del piatto o in bilico tra il pollice e l’indice, non ti viene in mente nulla e allora finisce che devi dar ragione a Hegel: questo essere puro, privo di ogni determinazione, equivale a nulla.

(L’Unità, 14 luglio 2013)

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