Il sistema politico italiano davanti a un bivio

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Proviamo a ragionare in via ipotetica, anzi: a formulare addirittura ipotesi del terzo tipo, quello dell’irrealtà, degli asini che volano o delle nonne con le ruote. Certo, una sentenza definitiva, passata in giudicato, coi bolli della Suprema Corte, non si risolve facilmente in una nuvola di «se»: va anzi senz’altro rispettata, eseguita e applicata, come ha dichiarato Epifani. E la via maestra resta sempre il rispetto delle decisioni della magistratura, come si legge nel comunicato del Quirinale e com’è nella ordinata fisiologia di un sistema costituzionale, liberale e democratico. Ma l’argomento ex hypothesi non è interdetto neppure dal pronunciamento della Cassazione: non rende ineseguibile la sentenza, non risparmia al Cavaliere nemmeno un grammo di pena, ma aiuta, forse, a capire. È il luogo in cui si esercita l’immaginazione politica, e, se le cose funzionano, si prepara pure un futuro possibile. Se invece non funzionano si sarà almeno evitato di spandere dappertutto il senno di poi, e ci si sarà attenuti al più stimolante, oltre che onesto intellettualmente, senno di prima: di prima che certi fatti accadessero, precipitando il Paese nel difficilissimo momento attuale.

(L’Unità, 3 agosto 2013)

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