Rocco Hunt, il rap che scalda il cuore

ImmagineQualcuno che prima o poi dedicasse una canzone «ai pisciaiuoli e ai fruttaioli» ci doveva pur essere. E un genere musicale in cui si può scrivere per «mio zio ca si scet’ ‘a matina» e per «Gennar ca avut’ o’ criaturo»: pure quello ci doveva essere.  Ci doveva essere e c’è: è a Sanremo, l’autore si chiama Rocco Pagliarulo, in arte Rocco Hunt, ha solo diciannove anni e con il suo rap, «Nu juorno buono», sta descrivendo un pezzo di società meridionale che in televisione non ci finisce spesso, e neppure nei dischi. E prova pure a restituirgli un po’ di orgoglio: «Questo posto non deve morire/ La mia gene non deve partire/Il mio accento si deve sentire». E si sente, e come se si sente l’accento, anche se nell’esibizione all’Ariston lo ha un po’ smorzato, facendo del dialetto un uso più moderato di quanto il testo della sua canzone prevedesse. Ma ci sta: «competition is competition» e Rocco Hunt voleva vincere. Non gli bastava andare a Sanremo, voleva pure vincere la gara. Anzi, per la verità, l’una e l’altra cosa lui le voleva fare per gli amici, per la mamma, per i genitori, presenti in sala e pronti ad applaudirlo insieme a tutta la sua città, Salerno. E nel quartiere di Pastena, il più popoloso, per lui hanno allestito i maxischermi, votato e fatto il tifo. Forse il rap americano suona più aspro e duro, più maleducato, ma è anche vero che lì non hanno la terra del sole da opporre alla terra dei fuochi.

Ora, non è che Rocco Hunt abbia letto «Ferito a morte» di La Capria e abbia deciso di mettere in versi il mito della bella giornata. Non è che le parole della sua canzone rivelino un precoce talento letterario o una acuta coscienza politica. Non si tratta nemmeno di esaltare l’autenticità del ragazzo. Quella, peraltro, è indubbia e non può non essere apprezzata. Ma ciò non toglie che Rocco Hunt ha in programma un disco con la Sony, che dovrebbe arrivare nell’anno in corso, anche grazie all’esperienza sanremese: e questa è sicuramente, per Rocco, un’ottima notizia, ma è anche un indice del fatto che la genuinità è compatibile con le ferree esigenze dell’industria discografica. Si potrebbe dire che le cose non sono molto diverse da come andarono negli anni Ottanta con un altro prodotto di periferia: l’Eros Ramazzotti che da ragazzo romano di borgata vinse tra i giovani, per divenire poi una star internazionale, sposare una ragazza svizzera e prendere il volo nel firmamento della musica pop. O con Laura Pausini, la ragazza emiliana che ancora oggi, divenuta a sua volta una star, parla con commozione della cucina della sua terra.

Ma non è questo il punto: Rocco Hunt è bravo, il suo rap funziona, e lui farà la strada che farà, e non gli si può non augurare che sia la più lunga e luminosa possibile. Il punto è invece che Rocco ha già il merito di aver provato a far sentire le voci così poco ascoltate di un rione popolare, i pisciaiuoli e i fruttaioli che gridano tra i banchi di un mercato, un senso di appartenenza e di comunità che scalda il cuore. Perché non finisce necessariamente in oleografia, non rimane confinato nei circuiti della canzone dialettale, e non corregge la rappresentazione della realtà meridionale per avere il permesso di salire sul palco della canzone italiana.

E poi oggi nasce il nuovo governo: non lo vedete il nesso? Se non lo vedete è un problema non di Rocco o del suo «juorno buono» ma del giorno del nuovo governo, della politica italiana, e della sua capacità di farsi capire dal Paese. Parliamo sulle colonne di questo giornale tutti i giorni di Mezzogiorno, ne vediamo e denunciamo tutti i limiti, le arretratezze, le inefficienze. Però non possiamo non chiederci se meriti un po’ più di rispetto, e di attenzione. Sul Sud, attendiamo allora anche Renzi alla prova dei fatti, decisi, almeno fintanto che non darà qualche segnale, ad ascoltare ancora il rap di Rocco Hunt. Lì c’è effettivamente un’aria un po’ diversa e l’orgoglio di dire che, anche se mancano il lavoro e le aziende, «’sta matina nun ce’ manca niente».

(Il Mattino, 22 febbraio 2014)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...