«Lobby del cancro», Di Maio nuova gaffe

Acquisizione a schermo intero 22072016 172411.bmp.jpgLa cosa sta così, ha spiegato Luigi Di Maio. C’è questa potente società di lobbying che ha studiato il comportamento parlamentare dei Cinque Stelle: cosa votano, cosa non votano, se votano tutti insieme oppure in dissenso, se avanzano proposte e vanno a buon fine oppure no. Allora io, che sono Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, membro del direttorio e per i giornali candidato premier in pectore, sono andato a sentire. Tutto qui: che c’è di male?

Nulla. Se non fosse che non c’era lo streaming (l’hanno rottamato da un bel po’). Se non fosse che il post in cui Di Maio ha fornito le sue spiegazioni lo ha scritto a cose fatte, solo dopo esserci andato, per cercare di spegnere le polemiche: prima, nessuno sapeva nulla. Se non fosse che i mugugni han preso a circolare fra i suoi stessi colleghi parlamentari, che – anche loro – avrebbero gradito sapere prima, se non altro perché stanno lavorando a una legge di regolamentazione delle attività dei portatori di interesse e hanno quindi motivo di vederci più chiaro. Se non fosse infine che lo stesso Di Maio ha fatto orecchie da mercante e ha tirato dritto facendo finta di nulla quando un giornalista gli ha chiesto chi andasse a incontrare a due passi dal Parlamento.

Prudenza, discrezione, imbarazzo? Forse anche un pizzico di vergogna. Ma la vicenda, di per sé, è del tutto irrilevante. Di Maio ha fatto qualcosa perfettamente in linea con la normale attività di un parlamentare della Repubblica. E però sarebbe utile se dedicasse un minuto di riflessione ai commenti e alle voci che lo hanno costretto a precisare, a chiarire, a rassicurare i molti simpatizzanti che proprio non se l’aspettavano: un grillino attovagliato coi lobbisti! Un cittadino (e che cittadino!) che stringe e si frega le mani incontrando chissà quali faccendieri!

Nella spiegazione Di Maio ha infilato un’altra gaffe, perché è sembrato mettere sullo stesso piano la lobby dei malati di cancro e quella dei petrolieri, mentre lui voleva dire l’opposto: che incontra solo i primi e non i secondi, solo i buoni e non i cattivi. Ma insomma: che la facesse davvero una piccola riflessione su come ci si sente a finire sotto il fuoco di parole di sdegno e riprovazione morale, su cosa significa passare anche solo qualche ora per quello che traffica e maneggia nei retrobottega della politica. Cosa significa rispondere a domande inquisitorie del tipo: se non c’era nulla di male, perché non lo hai fatto alla luce del sole? Con il sottinteso: evidentemente hai qualcosa da nascondere! Pensi anche, Di Maio, a quanto faticoso sia risalire la china della reputazione a colpi di smentite, perché per adesso gli può bastare un post su Facebook, ma la prossima volta chissà. Per adesso è stato solo un piccolo incidente, ma in futuro? Lui non incontra i petrolieri, ha tenuto a precisare, ma putacaso si scoprisse che fra i lobbisti che ha incontrato ieri ce n’è qualcuno che è finanziato dai petrolieri, che farà? Scriverà un altro post? E poi?

(Il Mattino, 22 luglio 2016)

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...