Caso Eluana, l'incertezza del fine vita

A «4253 Km da Istambul», cioè nel piano della campagna romana attraversata da uno stradone deserto, Ninetto (l’innocente, il furbetto) domanda alla ricca maschera di cera di Totò: «A’ papà, io ce penso sempre, alla morte. Perché dico: come fa uno a morì? Piano piano, respira e fa: ‘Ah’. E poi com’è che nun jela fa più? Tutt’un botto, nun po’ fa’ più: ‘Ah’? Ma lui se n’accorge che nun po’ fa’ più: ‘ah’? Come fa a passà da quann’è vivo a quanno è morto?".

Così comincia l’articolo di oggi per Il Mattino. Online dopo le 14 (quando dubito di poterlo postare qui)

Una risposta a “Caso Eluana, l'incertezza del fine vita

  1. zone in cui i nostri corpi vivono senza più aver coscienza (il caso Englaro, appunto), o zone in cui le nostre coscienze non hanno più un corpo da abitare (il caso Welby)

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