Riflessioni in forma di mucchio (non un mucchio di riflessioni)/4

Che poi l’articolo di Agnoli sui disegni intelligenti della natura (vedi sotto il primo mucchietto) l’ho letto (Il Foglio, 31 agosto). Nella capacità di far mucchio, Agnoli mi batte alla grande. Uno legge il suo articolo e si accorge subito che la distinzione fra cause e fini (fra cause efficienti e materiali, per dirla con Aristotele, e cause formali e finali) non ha per lui alcun senso. Non riesce a farla da nessuna parte, una simile distinzione. Gli basta di affermare che "il principio di causa ed effetto è una lex entis" per sostenere che "tutto è finalizzato": che la scienza moderna sia nata proprio mandando a riposo cause finali e forme sostanziali non gli deve sembrare faccenda di qualche rilievo. Lui sta a fatti come questo (l’esempio è mio, il senso è suo): se l’acqua non bollisse a 100°, il mondo intero sarebbe diverso da com’è; non è dunque straordinario che l’acqua evapori proprio a 100°, così che il mondo sia proprio così com’è?

C’è del genio, in quest’uomo.

13 risposte a “Riflessioni in forma di mucchio (non un mucchio di riflessioni)/4

  1. Forse, caro amico, è giunto il momento di mandare a riposo la scienza moderna, anzi il moderno tout court.
    Anche perché, pur volendo fare a meno di cause finali e forme sostanziali (almeno in quanto tali, dl momento che, in una prospettiva linguistica, possiamo ammetterne una retorica rinnovata), sarebbe il caso che i sacerdoti dalla gaia scienza ci spiegassero una buona volta perché, all’interno di cotanti limiti, hanno sentito comunque la necessità di inventare fossili e fantasiose ipotesi di raccordo evolutivo spacciate per verità rivelate.
    Credo che in fondo costoro siano forme evolute di sacerdoti di Baal e, non me ne voglia, mi piace giocare a fare la parte del profeta Elia. Loro evolvono e io regredisco all’infanzia. 🙂

    A lei piace la matematica, caro Massimo? A me moltissimo, quasi quanto il teatro.

    Bernardo

  2. Caro Bernardo, sa qual è il dramma? Che questi Agnoli qui, che con una superficialità spaventosa e un’ignoranza filosofica massima hanno una tesi precostituita da dimostrare, per cui ammucchiano tutto quel che trovano per sostenerla (è Agnoli che cita Newton e Einstein, non io) fanno un pessimo servizio proprio a quelle idee che vorrebbero difendere, con un discutibilissimo zelo. Ha letto il pezzo?Non è che per salvare l’idea di un fine dell’universo sia buona cosa affidarsi al principio di causa ed effetto, e far slittare il concetto di ordine in modo che non si capisca bene se sia finale o causale. Anche Spinoza sosteneva il determinismo causale: proprio perciò si faceva beffe dei fini!
    Insomma, io sono il primo a pensare che una filosofia che rinunci a parlare di ciò che è – e dunque anche della natura – può aspirare al massimo a scopi di edificazione, oppure a essere mera ideologia; non ho difficoltà a leggere il mio amato Merleau-Ponty introdurre un’idea di finalità nella natura (immanente, e non trascendente: e in ogni caso anche questa distinzione Agnoli ignora). Ma sono gli Agnoli di turno a far cadere le braccia.

  3. Professo’, eppure io continuo a credere che lei sprechi la sua intelligenza su assai fessi ciarlatani e su altrettanto fessi loro chiosatori. Per esempio: quand’è che ci regala un post sulle filosofie nate nei periodi critici dal punto di vista economico e politico? Com’è che Dio e tutta la sua carrozza metafisica mi mette in moto solo quando è buio?

  4. Ehilà, è arrivato anche Malvino-Pappagone, sempre più vecchio e insignificante, of course: la metamorfosi evolutiva di un dentista in una dentiera. 🙂

    Vede, Massimo, tornando a noi io credo che sia sciocco voler salvare l’idea di un fine nell’universo per il semplice motivo che è sciocco negarlo. Come dire: non serve a nessuno fare il gioco degli sciocchi. A salvaguardare l’idea di finalità basta e avanza la matematica, mi creda. Solo una vecchia babbiona come Margherita Hack non l’ha ancora capito. Non a caso Pascal amava Fermat che invece Cartesio e Wallis consideravano un cialtrone (paradossalmente, però, non avremmo avuto Newton senza Fermat).
    Sono in linea di massima d’accordo con lei nel giudizio sull’articolo di Agnoli, ma, d’altra parte, cos’è poi un articolo? La manifestazione più evidente – e purtroppo culturalmente ormai accettata come surrogato – dell’incapacità di scrivere un libro.

    Bernardo

  5. Professo’, gentilmente, mi faccia un piacere: mandi cagare da parte mia ‘sto coso, ho preso informazioni, è un fallituccio pure un pochetto cornuto. Io ho fatto il voto alla Madonna di Pompei che con fetecchie del genere non ci parlo più direttamente. A buon rendere.

  6. Ed eccolo lì che abbocca come un bucalon (persico trota per i non lombardi): da Pappagone a Lino Banfi, con tutto l’armamentario tipico del troglodita vesuviano, cornetti alla crema inclusi.
    “Mandi cagare”? Ma cos’è? “Zì, buana”? Guardi che le ritirano il permesso di soggiorno, sciagurato d’un vecchio biTontese, e nelle sue condizioni “interiori” restare sans papier l’è dura (sì, te piacerebbe). Casta’, so’ dolori! 🙂

    Bernardo

  7. Ah, dunque, lo sapeva pure lui, delle corna. Forse dovevo ricordarglielo con più delicatezza…

  8. Ci risiamo: si è drogato col kukident…:)

    Bernardo

  9. Suvvia, gente, un po’ di contegno (che è ‘sta gazzarra?). Piuttosto, non capisco perchè quando qualcuno scrive sui giornali sciocchezze in ambito scientifico viene subito rimproverato e bacchettato, mentre gente che scrive sciocchezze dal punto di vista filosofico (confondendo cause e fini, se non peggio) o articoli senza serie e approfondite cognizioni filosofiche (lanciandosi in sparate metafisiche del tutto gratuite) la passa sempre liscia (con la scusa che ognuno puo’ esprimere le sue opinioni, anche se di nessun valore) e non viene rimproverato da filosofi di mestiere. Non è che siccome il discorso filosofico non è verificabile (o falsificabile, come preferite) sperimentalmente, non abbia allora un suo rigore interno (anzi…, molto avrebbe da insegnare al discorso scientifico colmo com’è di presupposizini metafisiche inavvertite!). Ben vengano quindi le bacchettate di Massimo. Bravo (e bentrnato)! La bacchettata filosofica è il leitmotiv del mio blog (ancora sul nascere), ma dovremmo unirci e sostenerci a vicenda in questo “sporco lavoro”.
    Bonsoir.

  10. Beh, con un po’ di ironia, s’intende.

  11. Caro Husserl, ad Agnoli, su Leftwing di lunedì, meno una legnata, non una bacchettata.

  12. a salvaguardare la finalità basta la matematica? cioè? newton dipende da fermat? eh?

  13. Non si stupisca, gentile anonimo. Non sapeva che il calcolo differenziale, per secoli attribuito a Newton, era stato in realtà da questi sviluppato sul metodo per ricavare le tangenti ideato da Fermat? E lo sa che proprio il calcolo differenziale è stato utilizzato per descrivere la legge della gravitazione universale e, in generale, le leggi della meccanica newtoniana?
    E poi ribadisco: certo, per salvaguardare la finalità basta la matematica. Ci rifletta su.

    Bernardo

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