Potnia

Ho sostenuto l’esame di maturità nel 1985. Fu l’anno dell’Heysel, i morti allo stadio nella finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool; il ministero pensò bene di assegnare una traccia sulla violenza. Mi dispiace non poter trovare la traccia da qualche parte, ma quel che ricordo è che non era una traccia sulla violenza negli stadi. Il mio compagno di banco, oggi giornalista del Corriere del Mezzogiorno, fece una cronaca dettagliatissima e puntuale dell’avvenimento (immagino, con predica finale). Quanto a me, nei giorni immediatamente successivi alla tragedia  avevo letto un articolo apparso sul Corriere a firma di Severino, sulla violenza, che allargava – diciamo così – un po’ il tiro: si trattava della violenza dell’Occidente. E io svolsi il tema così, parlando sì di violenza, ma di violenza e metafisica. So che il membro interno, la professoressa di greco (la più feroce professoressa che io abbia mai incontrato, il terrore del liceo, del consiglio di classe, del preside, di tutto: che Dio me la conservi) difese come una tigre il mio tema contro i commissari che sostenevano che io ero andato fuori traccia. Lo difese e la spuntò. All’orale, con strane smorfie sul viso, i commissari si complimentarono.

(Piccolo omaggio alla prof.: Potnia)

13 risposte a “Potnia

  1. E Levinas e Derrida sono venuti poi alla festa di diploma?

    😀

  2. Non posso credere che Potnia sia ancora in commercio! Quanti bei ricordi! Quanti guzzi!

  3. “La violenza lacera quotidianamente la società, circonda la nostra vita, coinvolge la nostra coscienza, sollecita la nostra riflessione morale, culturale, politica. Nella tua esperienza giovanile non avrai mancato di interrogarti su questo aspetto drammatico del nostro tempo e di maturare personali considerazioni.” Se il tema era questo, i commissari che dicevano che eri andato fuori tema erano bevuti. Il che spiega le smorfie.

  4. Abbiamo fatto lo stesso tema di maturità (parlo del titolo, non credo di poter dire altrettanto dello svolgimento). D’altra parte il parallelo tra Metternich e Mazzini mi coglieva del tutto impreparata, quello di letteratura (figure femminili nel romanticismo, mi pare) mi esponeva troppo al rischio di cambio di materia all’orale e di quello scientifico non avevo nemmeno capito il titolo, una cosa tipo “Se un satellite guardasse la terra dall’alto…”
    Nota di colore: da noi si beveva Ginseng Cola.

  5. Leo, suppongo che la traccia sia quella, ma come hai fatto a ripescarla?

  6. Ma su Gooooogle, che diamine. E poi c’è la memoria di Naudhiz, che ha fatto lo stesso tema. Coetanea tua e di Severine, dunque.

  7. utente anonimo

    w le prof. talent scout
    l.p.

  8. utente anonimo

    Io l’esame di maturità l’ho fatto l’anno scorso…e devo dire che se mi dessero la possibilità di scegliere quale esame rifare tra:

    1. esame di maturità

    2. un esame di Filosofia

    di sicuro sceglierei il secondo (anche se si trattasse di Ermeneutica Filosofica..ma si!)
    Perchè?
    Perchè me lo ricordo ancora l’incubo della “terza prova”!!!
    No, no…meglio gli esami universitari!!!

    Saluti Capitano!…I miei omaggi (come al solito)!

  9. Splendidi ricordi, caro Massimo. Anch’io nel 1985. Dunque siamo coetanei. Io scelsi la traccia di letteratura: Le figure femminili nel Romanticismo. Se la ricorda? All’interno del tema citai a memoria Shelley in inglese e Goethe in tedesco (tanto per movimentare il panorama offerto dai miei amici, fermi a Silvia e Nerina, con puntate, tra l’altro discutibili, sulla Pallavicini caduta da cavallo). Mentre scrivevo mi paragonai a Guglielmo il dentone, interpretato da Sordi nell’episodio omonimo de “I complessi”. E risi. Anche perché già sapevo che il mio sarebbe stato il tema migliore della sessione.

    Bernardo

  10. No, non la ricordo. Io sapevo a priori, non avendo studiato la materia, che non avrei mai potuto svolgere la traccia di letteratura. Per la storia, avevo in somma antipatia la materia, e quindi escludevo pure quella.

  11. Eppoi aspetti a dire che siamo coetanei. Rimane l’alternativa fra 1966 e 1967.

  12. Anch’io nel 1985, tema di letteratura (solo perché casualmente l’avevamo svolto nel I quadrimestre).
    Siamo tre coetanei, dunque.
    😉

  13. Il suo tema sulle donne del romanticismo sarà stato delizioso, signorina Rubytuesday. Io abolirei la traccia generica. Quest’anno c’era Dante (XVII del Purgatorio, mi pare) e sembra sia stato evitato come la peste da questi sciagurati maturandi dell’era dell’incolto informato (e, a volte, informatico). Grande successo, invece, ha ottenuto la traccia “Il mio viaggio”, che non significa nulla e che, quindi, copre tutto: da Kerouac al bollettino di Trenitalia.

    Bernardo

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